Gintoki vs. Zelda, la lotta continua…

Ormai questo è diventato un photoblog sui nostri gatti

IMG_0845Chiaramente Gintoki continua ad affermare il suo temperamento di ingenuo giocherellone…

IMG_0859 Zelda, dal canto suo, sta trovando la sua dimensione nella sua nuova casa… ha perfettamente capito dove dormire, dove mangiare, dove andare in bagno e dove nascondersi dall’ amato nemico di ogni giorno

IMG_0861 E poi, appunto, c’è l’ amato nemico di cui sopra che non la perde mai di vista.
C’è da dire comunque che l’ atteggiamento ossessivo del primo giorno è svanito… ormai si gioca con moderazione (attenzione: la parola “moderazione”, per un gatto, può differire nel significato e nelle sfumature )

IMG_0877Questa posa da cavalcatore solitario nel deserto in un film di Sergio Leone proprio non ti si addice, mio caro Gintoki…

La famiglia si allarga

Scrivo questo post solo oggi, dato che ieri sono stato molto occupato

Ieri siamo andati all’ ormai noto Dogpark a prendere un’ amichetta per Gintoki

La piccola, che sembra uscita da un cartone animato, si chiama Zelda (beh… ne siamo quasi sicuri)

Appena arrivati a casa, ecco cosa si presentava dinanzi ai nostri occhi:

IMG_0762

Gintoki non le ha dato un attimo di tregua

IMG_0766

Eravamo anche un po’ preoccupati… stavano solo giocando? Si sarebbero fatti male? Zelda avrebbe reagito male allo stalking di Gintoki? …Zelda miagolava tanto, sotto la pressione di lui…

mmm…

Un paio di segnali in realtà smentivano i nostri paranoici dubbi

Se Zelda si avvicinava alla ciotola del cibo, Gintoki le concedeva tregua e 10 cm. di distanza… stesso dicasi se la piccola giocava con una pallina o qualcosa che non fosse Gintoki stesso

Se Gintoki si distraeva un attimo (cosa rarissssssima) Zelda lo andava a sfottere… insomma, piangi piangi, ma alla fine ti piaaaace

Scena madre della prima giornata:
Zelda va in bagno… non sembra molto capace a coprire la ciambella che ha appena prodotto… a quel punto arriva Gintoki… da vero cavaliere, copre la ciambella e spinge Zelda fuori dalla lettiera

IMPAGABILE!!

Questa mattina io ero al lavoro, mia moglie mi riferisce che i due continuano si a giocare, ma sembrano più teneri ora

I frequenti morsi lasciano spazio a slinguazzate interminabili

IMG_0773

IMG_0774

IMG_0776

Quando torno a casa, ecco la scena:

Gintoki e Zelda sfiniti quasi quanto mia moglie

IMG_0780

IMG_0785

Che spettacolo

Benvenuta principessa ZELDA

IMG_0792

Di gatti, lenti e padroni lenti

IMG_0705

Gintoki è in assoluto il miglior modello che abbia mai scelto di fotografare

Le foto in quest’ articolo sono entrambe scattate con un 55-200, le prime che scatto con questa lente.

La resa è stata più che soddisfacente, si si si

Il piccolo cresce ad una velocità impressionante, ha da poco scoperto la potenza delle proprie zampe… si, insomma, fin’ ora tendeva ad arrampicarsi se voleva raggiungere un posto più in alto della sua testa, spesso con risultati prevedibilmente esilaranti… da qualche giorno invece sembra aver scoperto il significato della parola “salto”

Mi fa venire la voglia di credere in Dio… poi però mi riprendo

IMG_0749

Quella cazzata che ho scritto poco fa sul credere o meno in Dio, mi ha fatto ricordare di una cosa che lessi tempo fa con mia moglie su una famosa community giapponese:

Il cane pensa: “…il mio padrone mi da da mangiare, mi fa le coccole, tiene cura di me e della mia salute… non ho dubbi! Il mio padrone è Dio!”

Il gatto pensa: “…il mio padrone mi da da mangiare, mi fa le coccole, tiene cura di me e della mia salute… non ho dubbi! Sono Dio!”

Messa così, allora credo in Dio

La cosa che ho appena scritto, invece, mi ricorda di una brutta esperienza…

A due settimane dalla morte della piccola Ringo posso dire che per me e mia moglie, una delle cose più strazianti della sua ultima settimana e mezzo di vita è stata il dover incontrare (quasi) tutti i clienti della clinica presso la quale seguivamo la terapia.

La clinica aveva una saletta esclusivamente dedicata alle terapie, saletta che veniva sistematicamente trasformata in un agorà di infimo livello dalle persone che la frequentavano.

Mi rendo conto che ognuno manifesta/anestetizza il dolore in maniera diversa e che cose di questo genere non dovrebbero essere giudicate da me, ma cazzo io non ho mai urlato, fatto movimenti bruschi o strisciato le sedie sul pavimento in un ospedale, sia esso per uomini, animali, piante o Calderoli.

“Dottoressa, domenica possiamo  saltare la terapia? Devo andare al cimitero a trovare mio marito…”
Strega, saltala pure la terapia, che importa che il tuo cane sta cagando sangue da due settimane… c’è così tanto bisogno di avere cura dei morti prima dei vivi?

“Dottoressa, martedì pomeriggio non posso venire, devo andare a farmi i capelli…”
Possa rimanere calva prima di martedì.

“Come sta il vostro gattino? …ah come mi dispiace…”
Ma che mi racconti, se te ne fotti del tuo cane, come speri che possa credere al tuo “mi dispiace” ???

E poi gente che “sposta dolcemente” il proprio animale con i piedi, gente che ride delle disgrazie altrui, quelli che “Dottore, ma la terapia secondo me è sbagliata” (come se capissero di veterinaria) e quelli che “io il mio cane lo tratto come un signore, la domenica anche la lasagna”.

Ho molti dubbi sul mio comportamento nei confronti del mio animale di compagnia e non sarò mai stanco di averne.
Quella gente lì ha cercato violentemente di togliermeli, dimostrandomi che ero stato e che sarò un “padrone” perfetto (preferisco definirmi “schiavo” ).

Io però non gli crederò mai.

Un altro giorno speciale a casa peqpe

Oggi si è andati a dare l’ ultimo saluto alla piccola grande Rinchan.

Il destino ha voluto che trovassimo un posto bellissimo per l’ ultima scena di quest’ atto della nostra vita.

Gente squisitamente gentile e disponibile ci ha accolto questa mattina al Dogpark di Ottaviano, ai piedi del Vesuvio.

Francamente non immaginavo che un canile tanto curato potesse esistere in Campania, tutti quelli che avevo visto fino ad ora erano delle baraccopoli ululanti.

Dogpark invece sembra un posto fuori dal tempo e dallo spazio (complice forse anche il nostro stato d’ animo).

Questo canile dispone anche di un ambulatorio e, appunto, di un inceneritore.

Ma andiamo con ordine.

Si arriva in mattinata, con un po’ di anticipo rispetto all’ appuntamento, ma l’ attesa è cosa gradita… ci permette di restare ancora un po’ con Rinchan tra le braccia.

Non passa molto tempo, siamo convocati all’ inceneritore, accettano la nostra richiesta di riporre nel forno crematorio anche dei fiori e di poter raccogliere e riporre nell’ urna le ceneri personalmente.

Ripeto: squisitamente gentili e disponibili.

L’ enorme porta del forno si è chiusa con una lentezza che non appartiene a questo mondo.

C’è tanto da aspettare ora. Qualcosa come 5 ore.

Decidiamo di intrattenerci nell’ auto, all’ ombra. Non si fa altro che parlare di lei.

Intanto nel cortile/parcheggio del canile c’è fermento, diversi cani giocano, ci fanno sorridere, c’è una donna che di tanto in tanto urla il nome di qualcuno di loro richiamandoli all’ interno dell’ ambulatorio.

Poi compare un’ omone. Ma grosso. Ma non di grasso, bensì di massa muscolare.

Si presenta e capisco che si tratta della persona che avevo contattato telefonicamente il giorno prima e con la quale avevo appuntamento.

Ad essere sincero sono portato a pensare che i tipi grossi come lui sono dei rozzi forzuti senza cuore e cervello (il più classico dei luoghi comuni), ma non è il caso suo.. no no no..

Bastano poche parole per capire che sotto quei 100 kg circa di muscoli c’è una persona affabile e sensibile.

Ci invita negli uffici per un caffè e per sbrigare alcune pratiche burocratiche.

Ripeto: squisitamente gentili e disponibili.

La ragazza che ci aiuta a riempire i moduli, quando realizza che abbiamo salutato la nostra gatta, ci mette al corrente che non molto tempo fa erano nati dei gattini nel canile, da una gatta selvatica…

“Questo è un canile, generalmente ci sono solo cani… volete vederli? Sono bellissimi!”

La risposta era scontata.

Ci fa strada verso l’ ambulatorio.

Ci accoglie una donna vivace, apprendiamo che si tratta del responsabile sanitario dell’ ambulatorio. Non l’ avrei mai detto! I miei classici luoghi comuni (di cui sopra) mi suggerivano che le dottoresse veterinarie avessero tutte un’ aria seriosa tendente all’ altezzoso e gli occhiali rettangolari a montatura rossa.

Entriamo nel suo ufficio mentre ci spiega che, dei due gattini, quello nero aveva pocanzi trovato famiglia… era triste e felice allo stesso tempo mentre lo diceva.

I gattini erano magnifici, gli occhi di mia moglie brillavano mentre li accarezzava.

Anche la simpatica dottoressa nota quel luccichio, ci propone l’ adozione dell’ altro gatto…

Singhiozziamo un po’ mentre le spieghiamo che non ce la sentiamo di esporre il nostro cuore provato ad un’ altra futura ferita, ci avevamo pensato e ripensato in questi giorni tribolati. Siamo convintissimi della nostra posizione, inamovibili.

Mentre lei cerca di farci cambiare idea sento qualcosa che mi si arrampica sulla gamba. Il gattino tigrato mi guarda con occhi leggermente azzurri. Mi sforzo di sorridere, avrò raggiunto al massimo una smorfia strana.

Si va in macchina per fumare una sigaretta e per bere un po’ d’ acqua, l’ emozione è stata forte nell’ ambulatorio.

Io e mia moglie ci guardiamo negli occhi.

Un minuto dopo eravamo nell’ ambulatorio a chiedere cosa avremo dovuto fare per portare quel tigrotto a casa con noi.

Cosa ci ha fatto cambiare idea?

Il motivo è mistico.

Il gattino tigrato ci ricordava il padre di Rinchan, scomparso tre anni fa. Ricordo che mia moglie, nell’ occasione della sua morte, disse che avrebbe avuto piacere di reincontrare il suo amatissimo gatto, anche solo negli occhi di un’ altro.

In quell’ ambulatorio abbiamo avuto la sensazione che Rinchan ci avesse attirato lì solo per farci fare la conoscenza di Gintoki (è così che si chiama, sebbene nessuno lo sapesse ancora in quella stanza), dell’ amorevole dottoressa, del gigante buono e di tutto l’ affabile staff.

La raccolta delle ceneri, più tardi, ha avuto un sapore meno amaro, sebbene ugualmente profondo e toccante.

Morale della favola:

Anche quando il libro sembra finito, metti un segnalibro e prova a girare pagina.

E alla fine del post più lungo di questo blog, ecco a voi…

GINTOKI

IMG_0587

IMG_0594

Ancora grazie infinite Ringochan. Hai avuto cura di non lasciarci soli

Aishiteruyo!