Mostra Porcografica, io c’ero!

A Napoli c’è un fotografo mica malaccio.

Poco importa che questo fotografo risponda al nome di Daniele “Sax” Campagnano e che guarda caso si tratti proprio del mio primo amico da potersi definire tale..
…chi mi conosce sa che il mio giudizio su qualunque arte, oltre che essere assolutamente superfluo e mai richiesto, prescinde da qualsiasi forma di raccomandazione e/o sudditanza psicologica.

Quello che importa, invece, è che il giovine di cui sopra ha deciso di condividere con noi comuni possessori di fotocamere digitali compatte la sua visione della fotografia.

Ha deciso di farlo per mezzo della Mostra Porcografica.

Il tanto acclamato porco in questione è un giocattolo di plas.. no, scusate, ricomincio..

Il tanto acclamato porco è IL giocattolo di plastica dalle onnivore sembianze che ha ispirato il giovane artista presumibilmente annoiato dall’ eccessiva serietà della fotografia contemporanea.

La prima cosa che salta all’ occhio, aggirandosi per lo spazio espositivo, è la fisionomia/fisiognomica dell’ amico porco, dotato di un carisma fuori dal comune.
Quanto meno, ne ha sicuramente più di me.

Due occhi imperscrutabili circondati da mele osservano ogni vostra mossa, ogni vostro gesto, passo dopo passo, il porco è lì, immobile, con l’ unico scopo di farvi avvertire la sua presenza. Potrebbe sembrarvi minaccioso, ma le mele lo tradiscono.

Poco più in là lo ritroverete appollaiato su un masso, in compagnia di due gatti accondiscendenti con lo sguardo di chi ha capito che il porco è un dritto e che tutto sommato ci si può fidare. Vi sembrerà un fotomontaggio fatto male, invece si tratta di una foto fatta bene.

E poi rieccolo circondato da ruggine, manometri e leve trasudare malinconia come solo un metalmeccanico in pensione saprebbe fare. Potrebbe sembrarvi una foto di denuncia, ma sono sicuro che il porco se la prenderebbe..

Un tuffo nel nero potrebbe mettere la parola fine alla vostra escursione porcografica, rischiereste di rimanere senza fiato circondati dalle bollicine…
…poco importa, il porco ha già raggiunto il suo scopo originale, sebbene non ve ne siate resi conto.

Lui è già vostro amico.

Aspettando Hemingway..

..s’è fatto Novembre

Ti chiedi cosa voglia dire Aspettando Hemingway?

Da un’ attenta analisi morfologica della frase si evince che se sei a Prato dall’ 8 Novembre 2008 in poi e hai voglia di una cioccolata calda, di un bicchiere di vino, di una fetta di torta di mele, dell’ ultimo best-seller di brunovespa o in alternativa di un buon libro, puoi recarti in Via del Carmine al numero 15 e aspettare che si aprano le porte scorrevoli di una nuova libreria/winebar.

Aspettando Hemingway nasce in una vecchia stalla (come il bambingesù).

Non temere però, la stalla è stata ripulita e, cosa importantissima, sgombrata dai cavalli.

Questo per far posto a innumerevoli volumi stampati grazie al contributo di Johann Gutenberg, a diversi ettolitri di bevande ottenute dalla fermentazione del frutto della vite, ad ampi spazi espositivi per ogni genere di artista e a disparate cibaglie che renderebbero sazie & satolle anche persone affette da gravi disturbi dell’ alimentazione.

Architettura antica e arredamento moderno ti faranno percepire odori di un tempo che non fu e che difficilmente sarà (anche da sobrio).

Siediti al tavolo, ordina un Calvados e aspetta con noi..

Hemingway arriverà, presto o tardi

Aspettando Hemingway

p.s.
Il manifesto, ovviamente, l’ ho fatto io.
La modella dell’ illustrazione è mia moglie
Arigatou gozaimashita my darling!

Sangue Mostro – L’ Urdim Tip OUT NOW!

L’ ultimo disco che ho comprato credo che risalga al 2002..

A me piace prevalentemente il punkrock, ma non disprezzo affatto anche altri diversi generi musicali.. il blues, il country, il jazz, l’ heavy metal, il rock’n'roll.. insomma, mi piace la musica suonata

Ci sono due o tre generi che proprio non sopporto

Tipo quasi tutta la musica elettronica (dance&co.) il maledetto nu metal (esiste ancora?) e lo stramaledettissimo rap di ultima generazione..

..quello dove, per intenderci, gli artisti si preoccupano di parlarmi di tette&culi, dollari, catenebraccialianelli d’oro e macchine da 456mila dollari con le sospensioni idrauliche.. non contenti e mai domi, aggiungono anche che se malauguratamente dovessi incrociare il loro cammino mi farebbero il mazzo a tarallo, gratuitamente e senza un preciso motivo

So che i lettori più attenti smentirebbero le mie precedenti affermazioni, ma io non sono mai stato un lettore attento, quindi fatemela passare

Sono al corrente comunque del fatto che esiste anche una fetta di hippoppari che, tenendosi saldi alla maniglia della dignità umana, poco si interessano ai valori di cui sopra..

Purtroppo la maggior parte di essi sono morti, in pensione o talmente underground che neanche le loro madri li conoscono..

E poi c’è Sangue Mostro

Faccio un passo all’ indietro, ho dimenticato di dire una cosa:

Quella che sto scrivendo è una pseudo-recensione sul disco di recente uscita di questi hipphoppabbestia napoletani, e il fatto che io non ami il movimento musicale nel quale si collocano rendono le mie parole inutili imprecise e inattendibili, lo so..
Ecco perchè queste cose le scrivo sul mio blog e non su Rolling Stones

Sangue Mostro dicevo..

Non essendo molto addentro al movimento Hip hop, ho comprato il disco per ESTREMA fiducia nei confronti di Speaker Cenzou.

Il ragazzo mi aveva già dilettato negli anni della giovinezza, quando sopportavo questo genere con un certo piacere.

I suoi lavori erano qualcosa di differente.. magari dico questo perchè sono di Napoli e potevo vedere con gli occhi quello che mi si insinuava nelle orecchie.. mah, ad ogni modo il ragazzuolo esercitava dosi massicce di carisma su di me..

Un po di anni sono passati dal suo ultimo lavoro discografico (almeno che io sappia ) e sono sicuro che abbia aspettato tanto solo per far trepidare i suoi fans

Madonna quanto parlo..

Ok, compro il disco, torno a casa e scopro con immenso stupore di aver comprato il disco dei Sangue Mostro e non di Zou

Fin dalla prima traccia (dalla seconda va’… la prima è l’ intro) mi trovo circondato da 5 loschi individui dei quali conoscevo bene o male le facce ma non altrettanto voci&capa.

A dirla tutta ci ho messo un po’ ad apprezzare alcuni stili (vero kiatto? ) ma a fine cd ero entusiasta.. ed anche un po’ rincoglionito..

- “A me l’ hip hop fa cagare..”
- “E allora questo che è? Death metal??”
- “..è Sanguemostro

Non avrebbe senso scegliere il pezzo più bello, la rima più azzeccata o il rapper preferito.. il disco come il team è perfetto in tutte le sue parti, suona “a mostro” nella sua interezza..

Se non conosci il napoletano idioma è arrivato il momento di studiare

Il disco fa ridere, piangere, pensare, ridere&piangere&pensare insieme, ti fa incazzare e ti fa addormentare..

mmm..come dire..

‘e uagliùn ten’n ‘a cazzimm a maniche long, però affinàl so’ piezz ‘e pan
[Pur conservando una cattiveria innaturale, i ragazzi si rivelano essere delle bravissime personcine a modo - N.d.T.]

E ora basta, spegni ‘sto pc e vai a comprare il disco

p.s.
…continuo a dire che a me l’ hip hop fa cagare…

2 amici in pixel

Creo un alibi al mio egocentrismo

Invece di disegnare sempre il sottoscritto, stavolta tocca al celeberrimo Luca Capozzi detto “Ilcapozzi”, sound designer, programmer, musician & pervert

Vola ero-capozzi! Sei tutti noi!!


Il secondo invece è vecchiotto, è stato il mio primo avatar anti-egocentrico

Standing ovation per CACCIO detto “Ilcarcioffoli”, artista folle partenopeo!