Megane

Beh, è un po’ che non ci si vede!
Qualche impegno di troppo di recente, si si…

Oggi (in realtà tre giorni fa) si celebra un cambiamento epocale: addio occhiali tondi alla  John Lennon, benvenuti occhiali nerd alla Buddy Holly!

Chiaramente mi è toccato ritoccare il template dei miei avatar.. operazione condita con non poca malinconia ad essere sincero

Detto tra noi è stato anche divertente fare una visita oculistica dopo circa dieci anni.. la tecnologia ha fatto noteeevoli passi avanti! ( Hey! dove sono le E ?? )


Woo-ee-oo, I look just like Buddy Holly.
Oh-oh, and you’re Mary Tyler Moore.
I don’t care what they say about us anyway.
I don’t care ’bout that.

Un anno strano

one more

Mangio un mandarino, e penso che quest’ anno non ho potuto fare gli auguri a due “persone” molto importanti:
Ringo l’ indimenticabile amica grigia, e Zio Tonio l’indimenticabile amico rosa.

Beh, cominciare così il post di fine anno mi fa quasi venire voglia di chiuderlo qui, ma faccio uno sforzo e continuo

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iPeqpe

the rotten apple

iPeqpe

È accaduto l’inevitabile..

La Mela Marcia anche su casa nostra.

Ed è successo tutto così improvvisamente, il tempo di girare in un ipermercato e sentire una voce dirmi “..ultimamente mi farebbe comodo vedere i video o ascoltare musica mentre sono in cucina”

In quel momento mi è balenato in testa un vortice di informazioni sull’ iPod Touch di casa Apple: supporto a tutte le lingua del mondo, connessione wi-fi, riproduzione di mp4, milioni di applicazioni semi-inutili…

“Che ne dici di dare un occhio al finto iPhone?”

Ci avviciniamo timidi all’ Apple corner e lui era lì, a portata di dito, che ci chiamava…

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E che titolo ci metto mo?

pure il sottotitolo??? impossibile...

Vorrei scrivere talmente tante cose che esploderebbe il database… e soprattutto starei davati al pc per ore, invece mi aspettano due bottiglie di vino

Ero al bar a bere un caffè dopo il lavoro, il tg4 in tv, un Emilio Fede visibilmente imbarazzato mi dava la buona novella ed io ho avuto un’ erezione… non lo nascondo.

Ora, la chiameranno in tanti modi: giustizia ad orologeria, accanimento terapeutico, toghe rosse e farabutte ecc…

Io invece,750 milioni di euro e il lodo bocciato li chiamo semplicemente “due a zero per noi, palla al centro, batti tu”

***piccola aggiunta postuma***

Complimenti al Presidente della Repubblica delle Banane, quella firma lì sotto è veramente un bel figurone…

Il Fatto Quotidiano

quotidiano libero e senza padroni

ilfatto

Oggi ho comprato il secondo numero di quello che mi pare proprio un buon veicolo di informazione.

Uno degli scopi del veicolo in questione sarebbe (a quanto ho capito) quello di raccontare ciò che viene buttato fuori dal finestrino degli altri veicoli, al fine di farci guardare a destra e a sinistra prima di attraversare la strada..

Ieri ho comprato il primo numero ed ho subito avuto dimostrazione dell’ efficacia del mezzo attraverso due episodi:

1) Presso l’ edicola, mentre l’ edicolante mi allungava il quotidiano, un signore accanto a me fa “Indagato Letta? Quale dei due?”

2) In agenzia avevo appoggiato il giornale sulla scrivania, si avvicina un collega e fa “..Azz! Indagato Letta! …aspe’ …ma di quanti anni fa è questo giornale?”

Ottimo lavoro ragazzi Tenete duro!

Ah! ecco il link a quello che è provvisoriamente il sito ufficiale de Il Fatto Quotidiano dove è possibile sottoscrivere l’ abbonamento, leggere un sacco di cattiverie e scaricare in formato pdf il primo numero (esaurito poche ore dopo la consega).

*** aggiornamento del 25 settembre ***

Oggi l’ edicolante è stato E-SI-LA-RAN-TE

C’era ad assisterlo una ragazza, evidentemente nuova commessa… ho chiesto Il Fatto Quotidiano e lei non sapeva dove cercarlo… ha quindi interrogato il “maestro” e lui fa: “eccolo è lì… dietro Libero… li ho messi vicini apposta, così fanno a cazzotti e si tengono in allenamento!”

Ho riso tutta la mattinata, grazie edicolante di fiducia

Wagahai wa Neko de Aru

Natsume souseki

io sono un gattoIo sono un gatto. Un nome ancora non ce l’ho.

E così sarà fino alla fine del libro.

Fine del libro che è arrivata in maniera forse scontata, ma con una certa violenza che mi ha lasciato in bocca un sapore decisamente amaro… insomma, il classico sapore che si sente quando si assapora l’ ultima pagina di qualsiasi libro, quando ci si deve inevitabilmente allontanare da quel piccolo mondo che ci ha tenuto compagnia per giorni, settimane.

Stavolta però quel sapore è stato più amaro del solito…

Il protagonista di uno dei primi libri giapponesi “moderni” è un gatto.

Forse sarebbe il caso di definirlo “filosofo e storico peloso”, sarebbe più appropriato

Il nostro gatto si occuperà, durante le quasi 500 pagine, di analizzare i comportamenti del suo padrone e dei suoi eccentrici conoscenti all’ inizio del ’900, periodo di svolta della società e della cultura Giapponese.

Se pensate che si tratti quindi di un libro che possa intrattenere solo i conoscitori della nipponica storia/cultura, vi sbagliate di grosso.

Si tratta invece di uno spassoso trattato sull’ umanità vista dagli occhi di un non-umano, sempre a interrogarsi sulle ragioni che spingono noi bipedi anche ai comportamenti per noi più normali.

Eccolo quindi, in un bagno pubblico, cercare di capire perchè l’ uomo, che nasce nudo, senta il bisogno di coprirsi con delle stoffe… criticare la viltà del denaro e dei ricchi commercianti in evidente scalata sociale… e poi mettere in discussione l’ onnipotenza del dio dei cristiani, ipotizzando che abbia voluto creare miliardi di individui uguali gli uni agli altri, ma abbia miseramente fallito e quindi creato tanti esseri diversi… geniale!

Lo troveremo anche a spiegare i comportamenti felini, il motivo che li spinge ad inseguire la propria coda o ficcare le proprie unghie nella schiena di qualcuno… quasi un manuale di comportamento

E poi tanti comprimari interessanti: il professore Kushami, “padrone” del gatto sulla via dell’ inettitudine, l’ esteta Meitei, con i suoi insopportabili scherzi e l’ insolenza di chi crede di aver capito tutto della vita (che abbia ragione lui?), il giovane Kangetsu, studente universitario che insegue il dottorato limando biglie di vetro e studiando le dinamiche dell’ impiccagione…

Davvero un gran bel libro, lo rileggerò presto, stavolta con un evidenziatore… ma credo che non ne basteranno neanche due

Gintoki vs. Zelda, la lotta continua…

Ormai questo è diventato un photoblog sui nostri gatti

IMG_0845Chiaramente Gintoki continua ad affermare il suo temperamento di ingenuo giocherellone…

IMG_0859 Zelda, dal canto suo, sta trovando la sua dimensione nella sua nuova casa… ha perfettamente capito dove dormire, dove mangiare, dove andare in bagno e dove nascondersi dall’ amato nemico di ogni giorno

IMG_0861 E poi, appunto, c’è l’ amato nemico di cui sopra che non la perde mai di vista.
C’è da dire comunque che l’ atteggiamento ossessivo del primo giorno è svanito… ormai si gioca con moderazione (attenzione: la parola “moderazione”, per un gatto, può differire nel significato e nelle sfumature )

IMG_0877Questa posa da cavalcatore solitario nel deserto in un film di Sergio Leone proprio non ti si addice, mio caro Gintoki…

La famiglia si allarga

Scrivo questo post solo oggi, dato che ieri sono stato molto occupato

Ieri siamo andati all’ ormai noto Dogpark a prendere un’ amichetta per Gintoki

La piccola, che sembra uscita da un cartone animato, si chiama Zelda (beh… ne siamo quasi sicuri)

Appena arrivati a casa, ecco cosa si presentava dinanzi ai nostri occhi:

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Gintoki non le ha dato un attimo di tregua

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Eravamo anche un po’ preoccupati… stavano solo giocando? Si sarebbero fatti male? Zelda avrebbe reagito male allo stalking di Gintoki? …Zelda miagolava tanto, sotto la pressione di lui…

mmm…

Un paio di segnali in realtà smentivano i nostri paranoici dubbi

Se Zelda si avvicinava alla ciotola del cibo, Gintoki le concedeva tregua e 10 cm. di distanza… stesso dicasi se la piccola giocava con una pallina o qualcosa che non fosse Gintoki stesso

Se Gintoki si distraeva un attimo (cosa rarissssssima) Zelda lo andava a sfottere… insomma, piangi piangi, ma alla fine ti piaaaace

Scena madre della prima giornata:
Zelda va in bagno… non sembra molto capace a coprire la ciambella che ha appena prodotto… a quel punto arriva Gintoki… da vero cavaliere, copre la ciambella e spinge Zelda fuori dalla lettiera

IMPAGABILE!!

Questa mattina io ero al lavoro, mia moglie mi riferisce che i due continuano si a giocare, ma sembrano più teneri ora

I frequenti morsi lasciano spazio a slinguazzate interminabili

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Quando torno a casa, ecco la scena:

Gintoki e Zelda sfiniti quasi quanto mia moglie

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Che spettacolo

Benvenuta principessa ZELDA

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Di gatti, lenti e padroni lenti

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Gintoki è in assoluto il miglior modello che abbia mai scelto di fotografare

Le foto in quest’ articolo sono entrambe scattate con un 55-200, le prime che scatto con questa lente.

La resa è stata più che soddisfacente, si si si

Il piccolo cresce ad una velocità impressionante, ha da poco scoperto la potenza delle proprie zampe… si, insomma, fin’ ora tendeva ad arrampicarsi se voleva raggiungere un posto più in alto della sua testa, spesso con risultati prevedibilmente esilaranti… da qualche giorno invece sembra aver scoperto il significato della parola “salto”

Mi fa venire la voglia di credere in Dio… poi però mi riprendo

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Quella cazzata che ho scritto poco fa sul credere o meno in Dio, mi ha fatto ricordare di una cosa che lessi tempo fa con mia moglie su una famosa community giapponese:

Il cane pensa: “…il mio padrone mi da da mangiare, mi fa le coccole, tiene cura di me e della mia salute… non ho dubbi! Il mio padrone è Dio!”

Il gatto pensa: “…il mio padrone mi da da mangiare, mi fa le coccole, tiene cura di me e della mia salute… non ho dubbi! Sono Dio!”

Messa così, allora credo in Dio

La cosa che ho appena scritto, invece, mi ricorda di una brutta esperienza…

A due settimane dalla morte della piccola Ringo posso dire che per me e mia moglie, una delle cose più strazianti della sua ultima settimana e mezzo di vita è stata il dover incontrare (quasi) tutti i clienti della clinica presso la quale seguivamo la terapia.

La clinica aveva una saletta esclusivamente dedicata alle terapie, saletta che veniva sistematicamente trasformata in un agorà di infimo livello dalle persone che la frequentavano.

Mi rendo conto che ognuno manifesta/anestetizza il dolore in maniera diversa e che cose di questo genere non dovrebbero essere giudicate da me, ma cazzo io non ho mai urlato, fatto movimenti bruschi o strisciato le sedie sul pavimento in un ospedale, sia esso per uomini, animali, piante o Calderoli.

“Dottoressa, domenica possiamo  saltare la terapia? Devo andare al cimitero a trovare mio marito…”
Strega, saltala pure la terapia, che importa che il tuo cane sta cagando sangue da due settimane… c’è così tanto bisogno di avere cura dei morti prima dei vivi?

“Dottoressa, martedì pomeriggio non posso venire, devo andare a farmi i capelli…”
Possa rimanere calva prima di martedì.

“Come sta il vostro gattino? …ah come mi dispiace…”
Ma che mi racconti, se te ne fotti del tuo cane, come speri che possa credere al tuo “mi dispiace” ???

E poi gente che “sposta dolcemente” il proprio animale con i piedi, gente che ride delle disgrazie altrui, quelli che “Dottore, ma la terapia secondo me è sbagliata” (come se capissero di veterinaria) e quelli che “io il mio cane lo tratto come un signore, la domenica anche la lasagna”.

Ho molti dubbi sul mio comportamento nei confronti del mio animale di compagnia e non sarò mai stanco di averne.
Quella gente lì ha cercato violentemente di togliermeli, dimostrandomi che ero stato e che sarò un “padrone” perfetto (preferisco definirmi “schiavo” ).

Io però non gli crederò mai.