Business card – Missione compiuta, roger

special guest: hi-zaku!

Ebbene, infine, quantunque e anche semmai, ho stampato i bigliettini da visita

A presentarceli un ospite d’eccezione, lasciamo a lui la parola:

- Uè uagliù, oggi vi faccio vedere un bel biglietto da visita di un tale “peqpe”IMG_1010

- Allora vediamo, questo peqpe in realtà si chiama Giuseppe Cunsolo è un graph… graphic… non si capisce… vabbè…IMG_1013

- Certo è che non si legge manco il numero di telefono… ma che è?IMG_1021

- Vabbuò, tanto al giorno d’ oggi il telefono manco si usa più, l’ importante è che ci sia la mail e il sito web… Uè , guardate qua! Pare che tengo la maschera di peqpe BWAHAHAHAIMG_1022

- Torniamo seri, mi raccomando compratevi il biglietto da visita di peqpe, lo trovate nelle migliori agenzie di viaggio e nei… come? Ah, mi dicono che è gratis, AZZZZZ!!!IMG_1019

Business card battle

il dilemma del graphico

“Ecco, prendi il mio bigliettino da visita..”

“Ah! pork! il mio l’ ho dimenticato a casa..”

Chissà in quanti davvero c’ avranno creduto…

Ho però deciso che questa pantomima deve finire e mi sono quindi forzato di disegnarmi un mio bigliettino da visita.

La cosa, per una persona che si occupa di grafica, è estremamente complicata…

Disegni una cosa e il giorno dopo non ti piace e/o non ti rappresenta neanche di striscio. Volete un esempio? Eccolo:

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Ma che è ‘sta cosa? Oddio, c’è da dire che l’ ho lasciata incompiuta… ma comunque, che è ‘sta cosa?? Perché un etichetta?? (mi autorispondo: perché mi piace un sacco il simboletto del ferro da stiro ).

Si passa quindi al piano B.

Il piano B prevedeva l’ uso di una grafica usata anche come “intro”  del sito (visitabile qui).

Una cosa del genere insomma:

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Mi piaceva molto il retro, che avrebbe dato l’ illusione della trasparenza propria della carta termica, ma ancora una volta: ma che è ‘sta cosa?? Presentiamo il conto ancor prima di aver minimamente pensato di lavorare?

Abbandoniamo l’ idea di fare qualcosa che assomigli a qualcos’altro che è meglio…

Una cosa del genere?

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Azz, finalmente qualcosa che potrebbe durare più di 12 ore!

Bah, forse le due prove di retro sono un po’ troppo “cool” per i miei gusti, non vorrei che ci si  aspettasse questo tipo di grafica da me… mmm… pensaci bene…

Però la scritta “graphic designer” sul fronte è divertente abbastanza

Un po’ troppo naif? Si, decisamente.

Mumble mumble…

Qualcosa che mi rappresenti… che faccia sì che quando ritrovi questo bigliettino da visita non pensi “…e questo chi diavolo era?” bensì “ah si, questo era quel cretino alto con gli occhiali che…”

AH!

Come ho fatto a non pensarci prima? Ma certo! Il cretino alto con gli occhiali!!

Ecco, questa versione credo (spero) durerà fino al giorno della stampa

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Free font Alabama

alabama first release

Alabama

Eccoci alla prima release dell’ ormai famoso Alabama

Ce ne ho messo un po’, ma alla fine mi sono deciso…

Vai piccolo, vola!

(clicca sulla scritta in basso per scaricare il font in formato zip… e… sarei felice di leggere un tuo commento || click on the image below to download the zip file… aaand… i’d be happy to read your comment)

Download Alabama

*** UPDATE ***

In alternativa puoi scaricare il font (e vederne un anteprima decente) anche su dafont.com a questo indirizzo

peqpe vs. CUBEECRAFT : Keroro

Per chi non lo sapesse, esiste CUBEECRAFT

È già da molto tempo che penso di fare un mio cubee (chiaramente avevo intenzione di disegnare me medesimo)…

L’ispirazione è arrivata oggi, guardando i miei robottini: controllato il sito, noto che non esistono Keroro & friends… AZZ!

Ho cercato di rimediare

Questa è una versione di prova, da perfezionare in qualche dettaglio:

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Perfezionerò e spedirò per la pubblicazione sul sito ufficiale

Alabama o morte

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Il progetto Alabama è ufficialmente finito

Si è concluso molto prima di quanto immaginassi, soprattutto grazie all’ acquisto di una Wacom Bamboo Fun, un giocattolino divertente e non troppo impegnativo

La “colorazione” dunque è avvenuta in digitale, mentre ricordo che l’ outline è stato frutto della mia analogica manina

È stato molto divertente e lo rifarò, si si si.

Ho già in mente un paio di ideone…mmmm…

Georgia vs. Alabama

Potrebbe sembrarvi un articolo su una partita di hockey, ma non è così…

La verità è che la profezia dell’ articolo precedente (“Credo proprio che sto per disegnare un paio di font…”) si è avverata, almeno in parte

Penna alla mano, eccomi a ricopiare il famigerato “Georgia”:

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Non è stato cosa da poco ricopiare tutti e 595 glifi, scannerizzarli e trasformarli in vettoriale… soprattutto quando poi mi sono accorto che ne bastavano appena 361, gli altri li avrei potuti ricavare senza problemi (in realtà un po’ lo sapevo, è solo che volevo dargli un effetto ancora più “handmade” )

Ora il progetto è appena a metà

Ho creato il primo font, ma è una versione “outline” di quello che avevo in mente sin dall’ inizio… ora non mi resta altro che colorare tutte le lettere disegnate, ri-scannerizzare, ri-trasformarle in vettoriale e ri-ricostruire il tutto… un gioco da ragazzi

Il nome l’ ha suggerito mia moglie…

me: “e ora come lo chiamo?”

lei: “Come si chiama il font originale dal quale hai ricavato questo?”

me: “Georgia”

lei: “…e tu chiamalo Alabama allora!” (Alabama è il suo nickname preferito )

me: “e sia!!”

A breve conto di metterlo a disposizione del mondo intero

Per ora beccatevi solo un’ anteprima:

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Un lunedì di carta e penna (…e scanner)

Oggi si è tornati ai tempi dei disegnini sul diario nell’ ora di matematica

Sveglia alle ormai classiche 7:54 dei giorni feriali, dovuta a Zelda che mi mordicchia l’ avambraccio…

Decido che è ora di sfruttare al massimo il foglio di carta sul quale state leggendo (si insomma… il layout del sito )  disegnando quante più grafiche possibili A MANO.

E quando dico A MANO intendo con penna, carta e scanner

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In un primo momento avevo deciso di usare penne colorate a seconda della resa finale che avrei voluto ottenere, poi mi sono autoinflitto due o tre schiaffi per ricordarmi che siamo nel 2009 e che avrei potuto colorare il tutto a mio piacimento una volta convertito in vettoriale.

Grazie quindi ad una Stabilo point 88 fine 0.4 nera ho ridisegnato i pulsanti di flickr, behance ed rss (nella sidebar qui di fianco), lo sfondo per i titoli degli articoli, l’ immagine dell’ header e infine il menu ed i titoli di pagina del sito web

Per questi ultimi ho stampato una pagina con le scritte che mi servivano (Georgia 44px) e ne ho pazientemente ricalcato i contorni a mano… riempimento un po’ rozzo ed il gioco è fatto

So bene che di font del genere, anche basati sul classico Georgia, ne esistono una vagonata, ma vuoi mettere la soddisfazione di aver il mio originale, con le mie sbavature personali?

Credo proprio che sto per disegnare un paio di font…

No one belongs here more than you

..e con questa inauguro anche una nuova categoria del blog: design

Forse la categoria che scelgo per quest’ articolo non è proprio la più consona, ma l’ idea che sta alla base del sito che voglio mostrarti affonda le proprie radici della capacità di dare forma e colore in maniera originale ad un progetto..

“No one belongs here more than you” è il titolo di un libro di una tale Miranda July, disponibile in due diversi colori (attualmente 4 colori “..per meglio adattarsi al colore dei vestiti che indossi” nda). Non l’ ho letto, ma mi viene voglia di sfogliarlo dopo aver visto questo sito monotematico ad esso dedicato:

http://www.noonebelongsheremorethanyou.com/

Screenshot:
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Come potresti intuire dallo screen qui sopra, il sito è interamente composto di fotografie ed i testi sono scritti a mano su diverse superfici.

A parte l’ idea originale e bizzarra, trattandosi di una scrittrice anche i testi sono molto divertenti

Ringrazio (e quando mai) mia moglie per la segnalazione, sicuro che anche tu farai altrettanto